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Il
pluripremiato regista lettone Alvis Hermanis porta in scena il testo «Le
signorine di Wilko» di J. Iwaszkiewicz - coprodotto da Emilia Romagna Teatro,
dallo Stabile di Napoli e dall’Arena del Sole - al Teatro Mercadante di Napoli
fino al 21 febbraio.
«Le signorine di Wilko», sei sorelle attratte
tutte dallo stesso uomo: Wiktor Ruben , uomo che fa i conti con il suo passato
cercando di tornare indietro, interpretato da un intenso Sergio Romani; un
viaggio in cui si cerca di far «aderire la realtà ai sogni»: uno spettacolo
romantico, affascinante, pieno di suggestioni. Ogni oggetto in scena evoca dei ricordi.
Hermanis fa viaggiare lo spettatore con
l’immaginazione e non solo: «vorrei che lo spettacolo non fosse percepito tanto
dal cervello quanto dai cinque sensi», ed aggiunge, parlando del testo: «[…]
dal momento che stiamo provando a tradurlo in linguaggio teatrale, dobbiamo
trovare il modo adeguato di farlo. Dobbiamo rendere visibile la poesia, trovare
il modo per farla emergere, e credo che questo si possa realizzare con l’aiuto
di Alba Sigalova» - come affermato in un’intervista.
Per uno spettatore che si chiede qual è il
vero ruolo di un regista, questo spettacolo potrebbe essere una chiara risposta,
grazie anche all’uso intelligente delle scene che si compongono e ricompongono
con piccoli e continui cambiamenti, lasciando coerente la struttura di base. Escamotage
interessanti e artifizi teatrali intelligenti, arricchiscono lo spettacolo: «sono
convinto del fatto che la migliore scenografia sia quella privata, della casa o
di una stanza» - dichiara Hermanis. Ed infatti siamo in una casa di campagna
piena di vetrine con barattoli di marmellata, una tavolata e sul fondo il fieno
poggiato su un muro con grandi finestroni.
I cambi di costume (di Gianluca Sbicca) avvengono
a vista, attraente il gioco del “vedo non vedo” delle sei bellissime e valenti attrici
semi-nascoste dietro le “vetrine mobili ”. Micro streaptease romantici e affascinanti allo stesso tempo, con sottane
e reggicalze mozzafiato indossate dalle sei seducenti sorelle (Laura Marinoni,
Patrizia Punzo, Elena Arvigo, Irene Petris, Fabrizia Sacchi, Alice Torriani).
Con ognuna delle donne, Wilko ha un legame
ora intellettuale, ora fisico, esistenziale, d’amore, e attraverso loro cerca
di «rimediare all’ignavia giovanile». Le signorine sono donne ammalianti,
intriganti, ciò nonostante l’amore non avrà la meglio; rimarrà solo un turbine,
una tempesta che crea un po’ di scompiglio, ma che alla fine lascia tutto com’era,
o quasi.
Una mise
en scène malinconica consigliata ai nostalgici del passato, a tratti dal
ritmo un po’ lento, lentezza che però dà respiro alla mente dello spettatore,
creando nel complesso un lavoro molto affascinante.
Un viaggio che consigliamo di affrontare
lasciandosi avvolgere dalle esotiche melodie che profumano di paesi lontani, di
mondi a noi sconosciuti, ma che il regista prova a farci vivere in uno
spettacolo in cui «il pubblico ha un ruolo molto importante, dal momento che il
teatro è uno scambio di energia» .
Luigi
Scaglione
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