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Ultima modifica:Friday 3 September 2010, 13:42

Voglio ballà o' tango al San Carlo - Luigi Scaglione
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domenica 20 giugno 2010

Tango, no esattamente «Napoletango» è lo spettacolo del regista partenopeo Giancarlo Sepe – andato in scena nel maestoso Teatro San Carlo di Napoli in occasione del Teatro Festival Italia – che reinterpreta la nota danza argentina in chiave napoletana: il tango come mezzo di espressione, di unificazione o, piuttosto, come una necessità.


La famiglia «Incoronato» protagonista della storia, messa in scena da circa venti attori scelti attraverso «un’accurata selezione e laboratori teatrali», ci introduce nella loro vita attraverso le «locande di terz’ordine» e ci invita a ballare il tango e noi accettiamo: «musica!». La travolgente armonia della danza sud americana appassiona gli spettatori e se l’obiettivo di G. Sepe era di coinvolgere il pubblico, c’è riuscito. Gli attori hanno invaso la platea e invitato il pubblico, seduto in sala, a ballare in un vortice irrefrenabile. Nessuno si è tirato indietro: nemmeno una timida e giovane ragazza seduta in platea ha resistito al fascino del ballo, quando la mano sinuosa del ballerino ha sfiorato la sua. Come resistere al quel passionale ritmo. La musica avvolge il San Carlo e tutti vorrebbero alzarsi dalla propria poltrona e ballare: «con le mani, la testa e le gambe». Il tango coinvolge ogni parte del nostro corpo come insegnano gli «Incoronato», che «hanno fatto di sé un numero da circo», si esibiscono in modo fragoroso, stravagante, ma «sanguigno».


La danza argentina, infatti, nasce come ballo popolare, come popolare è la famiglia Incoronato. Uno spettacolo, quello andato in scena al San Carlo, senza troppi clamori: piacevole. Ci si poteva aspettare di più da una delle pièce più attese del Festival Teatro Italia. Pochi i colpi di scena, tanta musica, come è giusto che sia per uno spettacolo interamente dedicato al tango, ma con poca sostanza, dovuta forse alla misurata forza drammaturgica. Anomalo, ma intrigante, «Napoletango» restituisce al pubblico una gradevole serata e tanta voglia di ballare.

Luigi Scaglione

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